Il MpV deve essere unito contro la pianificazione familiare

Caro Direttore, ho letto l’articolo di Francesco Agnoli pubblicato su Il Foglio giovedì 16 settembre con il titolo “Toc toc, c’è vita nel movimento? Un combattivo pro life denuncia una storia agonizzante. E chiede le primarie”. Francamente non mi sarei aspettato di leggere sul quotidiano da te diretto un articolo tanto duro sul Movimento per la vita italiano e sul suo attuale presidente Carlo Casini, al quale esprimo la mia piena solidarietà.
22 SET 10
Ultimo aggiornamento: 07:50 | 10 AGO 20
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Caro Direttore, ho letto l’articolo di Francesco Agnoli pubblicato su Il Foglio giovedì 16 settembre con il titolo “Toc toc, c’è vita nel movimento? Un combattivo pro life denuncia una storia agonizzante. E chiede le primarie”. Francamente non mi sarei aspettato di leggere sul quotidiano da te diretto un articolo tanto duro sul Movimento per la vita italiano e sul suo attuale presidente Carlo Casini, al quale esprimo la mia piena solidarietà. Ti scrivo così per comunicare tutta la mia tristezza nel constatare tanto ingiustificato livore nei confronti di Carlo Casini, che, certamente non meno di altri, da oltre trent’anni sta dedicando tutta la sua attività allo sviluppo del movimento pro Life in Italia e in Europa. Tristezza? Sì, tristezza, perché il movimento pro Life dovrebbe essere unito per contrastare nel modo più efficace le potenti multinazionali della pianificazione familiare (contraccezione, aborto, sterilizzazione), unito e non diviso a causa delle differenti opinioni in tema di strategie per la riaffermazione nella legislazione del diritto alla vita sin dal concepimento di ogni essere umano.
L’avere una diversa opinione in tema di strategia non può indurre una parte ad affermare che l’altra non sia o sia meno pro Life e a ritenere di essere esclusivo difensore della verità! Fatta questa premessa, qualche osservazione nel merito dell’articolo di Francesco Agnoli. Si contesta la lunga presidenza di Carlo Casini e la sovrapposizione tra militanza pro Life, l’appartenenza a un partito e il suo essere attualmente europarlamentare. Io replico: un’associazione come è il Movimento per la Vita italiano è libera di darsi come presidente la persona che ritiene più disponibile e più adatta a svolgere un simile incarico. E non è vero che l’essere europarlamentare Udc abbia limitato la libertà di azione di Carlo Casini. In occasione delle recenti elezioni regionali, Carlo Casini, nella sua qualità di presidente del MpV italiano ha rivolto un appello a tutti i candidati governatori e sulla pagina VITA, pubblicata da Avvenire giovedì 4 marzo scorso, ha scritto che in Piemonte all’appello aveva aderito solo da Roberto Cota, comunicazione che poteva essere letta: vota Cota e non Mercedes Bresso, anche se quest’ultima era sostenuta anche dall’Udc. Agnoli scrive: “Uno dei problemi principali del MpV italiano è infatti che ha cessato di portare avanti battaglie di testimonianza, culturali, capaci di attrarre ed educare i giovani agli altissimi valori del rispetto della vita”. Io replico: da ormai 17 anni a Pavia, per iniziativa del Mpv italiano, si svolge il Cantiamolavita, il Festival Nazionale della musica per la vita ed è in pista la XVIII edizione; più recentemente si è aggiunta l’attenzione al cinema con il Fiuggi Family Festival ideato da Gianni Astrei; e poi che dire dell’annuale Seminario Quarenghi – Life Happening Giovani e del Concorso europeo per studenti delle scuole medie superiori e delle università? E i tanti Centri di aiuto alla vita? Onestamente tutto si può dire del Mpv, fuorché che sia “agonizzante”!
Gli “ultimatum”. A me risulta che con un documento del 25/26 luglio scorsi il Consiglio direttivo nazionale del Mpv italiano, quanto ai rapporti con il Comitato Verità e Vita, ha deliberato di attendere, “non senza speranza e spirito di riconciliazione, una risposta di verità entro il 15 ottobre 2010, auspicando nel tempo intermedio un incontro in sede ecclesiale per ritrovare unità rinfrescando le comuni ragioni profonde della difesa della vita”. Quanto infine costituzione del Movimento per la Vita e ai suoi fondatori, tra i quali il sottoscritto, rinvio alla lettura del libro che ho pubblicato nell’aprile 1981 “Per la vita oltre il referendum. Nascita e storia di un movimento”.
Piero Pirovano, cofondatore Movimento per la Vita